.... Io Masselione ... dono ed offro alla predetta Santa Chiesa situata nella località di Sesto, un villaggio situato fra i monti che si chiama Forni con tutte le sue adiacenze o pertinenze quali sono le terre, i casali, i prati, i pascoli, i boschi, i pomiferi, i monti, le acque, gli stavoli, le case, i cortili, il ferro ed il rame....
I ritrovamenti di monete (di cui una dell’imperatore Gordiano III ) nei pressi della frazione di Andrazza, la scoperta di una sepoltura femminile longobarda con relativo corredo, e il nucleo di selce emidiscoide riferito al periodo del Paleolitico medio rinvenuto nei pressi del Monte Varmost, fanno però supporre che questa vallata fosse abitata fin da epoche lontanissime. Ne danno prova i toponimi di radice latina ad esempio, Vico (da vicus -> villaggio).
Dopo il documento della donazione del 778, per oltre quattro secoli non si trovano altri scritti che si riferiscano ai Forni Savorgnani, ad eccezione del “castello di Forno” ricordato ancor prima del secolo X. I castelli fornesi in realtà erano due: uno nei pressi della frazione Cella in Cuol di Ciastièl appunto e l’altro nella frazione di Andrazza sull’altura detta Sacuidic da cui prenderà il nome questo fortilizio che aveva tra l’altro la funzione di
Vedetta, visto che l’antica strada passava sottostante esso.
Verso la metà del X secolo Forni di Sopra passa alla diretta dipendenza nel Patriarcato di Aquileia e questo fino al 1326, data che segna il passaggio alla giurisdizione della famiglia Savorgnan. Il 20 ottobre 1326 infatti, il conte Ettore Savorgnan acquista
da Gualtiero Ermano da Nonta per 150 marchi doppi di moneta aquileiese i castelli e la potestà’feudale dei due Forni .
Questi cinque secoli di dominio separato dal resto della Carnia lascierà ai due paesi la qualifica di “Forni Savorgnani”.
Il primo scritto su una chiesa fornese compare solo nel 1205 e cosi’ pure le controversie tra i due comuni su quale delle due ( la S. Maria in Forni di Sopra e la S. Maria e Martino in Forni di Sotto) dovesse esserne la matrice.
Solo sotto il feudo dei Savorgnan, e cioè nel febbraio 1337, Forni di Sopra ottenne il diritto di Chiesa battesimale dall’allora Patriarca di Aquileia Bertrando, e in seguito nel 1470 la Chiesa di Santa Maria di Forni di Sopra fu considerata definitivamente indipendente e autonoma dalla matrice di Forni di Sotto.
Il 1600 va ricordato per le terribili innondazioni che colpirono il paese e per l’aggiornamento delle regole o meglio degli statuti.
Con la caduta della Serenissima Repubblica Veneta nel 1797, il paese fu incorporato amministrativamente al Cadore dal governo francese di Napoleone Bonaparte.
In seguito, con il Congresso di Vienna del 1815, il territorio di Forni subi’il dominio del Regno Austriaco del Lombardo-Veneto, e nel 1866, fu annesso al Regno d’Italia.
Molte furono le battaglie risorgimentali alle quali partecipò il paese. Tra le tante si ricorda quella del Passo della Morte del 1848, nella quale i Fornesi e i Cadorini si allearono per bloccare l’esercito Austriaco del generale Nugent.
Durante il secolo scorso c’è da ricordare che anche Forni di Sopra subi’ le paure, le miserie e gli stenti delle guerre italiane all’estero (Abissinia, Libia) e delle due guerre mondiali; i fornesi che caddero valorosi per la patria furono 70 nella prima guerra mondiale e 51 nella seconda.
La ripresa economica del dopoguerra, con lo sviluppo turistico diedero una svolta al paese.
Nel 1954 Forni di Sopra è stata dichiarata “Stazione di Soggiorno e Turismo”, e questo riconoscimento ha messo in moto una serie di programmi e progetti che hanno portato alla realizzazione di strutture ricettive e sportive, come gli impianti di risalita del Varmost, il complesso sportivo con piscina e palestra e all’affermazione del paese come uno dei poli turistici principali del Friuli Venezia Giulia.