Il castello di Sacuidic torna alla luce grazie all’impegno e alla cura del direttore dei lavori, dott. Fabio Piuzzi, e degli studenti di archeologia dell’Università Ca’Foscari di Venezia, con il contributo del Comune di Forni di Sopra.
Questo antico fortilizio è situato nei pressi della frazione di Andrazza, su uno sperone roccioso circondato da un ripido pendio. Il sito archeologico era stato oggetto di studio per la prima volta con l’archeologo tedesco Alessandro Wolf nel 1891. Il prof. Wolf effettuò alcune ricerche nella zona e riusci’ a trovare soltanto un fra
mmento di coltello, qualche grano di collana ed alcuni scheletri.
Negli ultimi anni l’associazione “For da difiendi”aveva sensibilizzato l’amministrazione comunale all’acquisto e al recupero del sito, per la difesa del patrimonio storico del paese, ed aveva poi iniziato un’opera di pulizia e disboscamento degli alberi che avevano invaso il sito danneggiando le mura sotterrate.
Durante l’estate del 2004 è iniziata la prima campagna di scavi nel castello finanziata dal Comune di Forni di Sopra, che ha portato al ritrovamento di diversi oggetti di ceramica, rame, vetro, e anche di numerose monete prive di effigi risalenti presumibilmente al XII e XIII secolo.
Il perimetro del castello è largo una decina di metri e lungo 31 e dagli scavi è riemersa una scalinata a semicerchio, una torre, e una struttura a est che pare potesse essere una cappella di culto. La scorsa estate è partita una seconda campagna di scavi della durata cinque settimane, sovvenzionata dalla Regione Friuli Venezia Giulia tramite la Comunità della Carnia, che ha visto la continuazione degli scavi dello scorso anno, il consolidamento della struttura, e l’effettuazione di sondaggi nelle zone limitrofe.
Anche da questo secondo ann
o di ricerca a Sacuidic e nell’altro sito Cuol di Ciastièl, ubicato su di un colle nei pressi della frazione di Cella, molti pezzi di storia fornese sono riaffiorati dal terreno.
Innanzitutto gli esperti sono ormai certi nell’affermare che il castello di Sacuidic ospitasse una zecca clandestina viste le numerose monete prive di conio che anche quest’anno sono state trovate.
Il castello sarebbe stato distrutto verso il 1300 dalle fiamme di un in
cendio appiccato proprio per bloccare questa illecita attività.
A Cuol di Ciastièl sulla sommità del colle sono stati effettuati alcuni saggi di scavo che hanno portato alla luce alcuni reperti, tipo frammenti di ceramica grezza sigillata e depurata che hanno fatto datare la frequentazione del sito all’ età tardo antica e più precisamente attorno al IV e VI secolo.